18/07/2018 | 01:52

Sconforto. Disperazione. Paura di scomparire. E’ partita con il piede sbagliato la stagione dell’U.S. Avellino, ancora una volta vittima di faciloneria e pressapochismo. Come vi abbiamo anticipato giorni fa, la Covisoc ha escluso momentaneamente il sodalizio irpino dal prossimo campionato cadetto all’esito di un’ispezione di una fideiussione emessa dalla Onix Asigurari per il mancato rispetto dei paramenti Ivass. Entro Lunedì alle 19, la società biancoverde, ai fini del perfezionamento dell’iscrizione, avrebbe dovuto presentare “pro manibus” una seconda fideiussione, emessa questa volta dalla Finworld Spa, agenzia a cui si sarebbero rivolti anche diversi sodalizi di C.

Per motivi ignoti i dirigenti avellinesi non avrebbero depositato gli incartamenti a Roma, limitandosi all’invio di una P.E.C. (posta elettronica certificata). Una procedura anomala e controproducente considerata la ristrettezza dei tempi ed il numero dei giorni trascorsi dalla bocciatura della prima istanza. Ad ogni modo, l’Avellino, a scopo precauzionale, avrebbe addirittura richiesto anche una terza fideiussione con l’istituto Groupama che avrebbe emesso la garanzia il 16 Luglio.

Venerdì 20 il commissario straordinario della Figc Fabbricini, sulla scorta del parere motivato delle commissioni, potrebbe giungere alla decisione (ormai scontata) di non ammettere l’Avellino al torneo di B per la mancata presentazione della fideiussione nei termini perentori previsti dal regolamento (alle 19.00 di Lunedì 15 Luglio). Se le previsioni dovessero essere confermate Taccone, entro 3 giorni, proporrà ricorso al Collegio di Garanzia del Coni.

IL PRECEDENTE CHE CAMBIA IL FUTURO – A sorpresa, mentre tutti si apprestavano a recitare il de profundis, i legali della società avrebbero trovato una scappatoia per salvare capra e cavoli, un precedente giurisprudenziale speculare: lo scorso anno, in data 11 Agosto 2017 ci fu una sentenza (clicca qui) del Collegio Garanzia (lo stesso organo di giustizia che adirà l’Avellino) che consentì al Rende Calcio 1968 S.r.l. di iscriversi al campionato di Serie C nonostante una delibera negativa da parte del Consiglio Federale della Figc. I calabresi depositarono due polizze fideiussorie addirittura due giorni oltre il termine perentorio. Il Collegio di Garanzia tenne conto della buona fede della ricorrente, derubricando la discrasia tra emissione e deposito a “errore scusabile”.

CORSI E RICORSI - Il Rende, appena ricevuta notizia della bocciatura della prima polizza si era subito attivato, reperendo nell’immediatezza altri due istituti assicurativi (grossomodo come l’Avellino). Fu fatta salva la "bona fides" della società che era ignara del fatto che l’agenzia produttrice della fideiussione (la prima delle tre) non avesse i parametri richiesti dalla Lega. Si tenne conto anche della buona volontà di rimediare all’errore. Tanto è vero che il club, dopo l’accoglimento del ricorso, non fu escluso dal campionato ma soltanto penalizzato di un punto. Un precedente beneaugurante per l’Avellino, dato ormai per spacciato da tutti gli organi di stampa nazionali, Sky compreso. Che sia questo l’asso della manica di Taccone? Lo scopriremo nei prossimi giorni. Nella speranza che chi di dovere faccia tesoro dell’ennesima figuraccia su scala nazionale. Una prece.

 

di Maurizio de Ruggiero

 

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